Myanmar. Di Claudio Tonin

Foto di Claudio Tonin

E non c’è niente di più bello dell’istante che precede il viaggio, l’istante in cui l’orizzonte
del domani viene a renderci visita e a raccontarci le sue promesse. (Milan Kundera)

 

Myanmar: volti di un’Asia che sta scomparendo

 

Il viaggio in Myanmar è stato per me un sogno che accarezzavo da molti anni, affascinato come sono sempre stato dal Sud-Est Asiatico.

Non ho ancora avuto modo di visitare altri Paesi dell’Indocina, quali Vietnam, Cambogia, Laos e Tailandia, ma diversi amici mi avevano consigliato di iniziare con la Birmania, dicendomi che, pur restando ancora il più autentico tra tali Paesi, in breve tempo sarebbe purtroppo cambiato. Grazie al mio grande amico Hamni Juni, malese, ho avuto l’opportunità di partecipare ad un viaggio fotografico organizzato da un fotografo birmano, insieme con altre persone che condividono la mia passione.

Foto di Claudio ToninIl Myanmar è totalmente pervaso da una grande religiosità. Il Buddismo permea ogni aspetto della società locale e ne scandisce i tempi. Ovunque si posso ammirare grandi templi, monasteri e distese di stupa (qui chiamate pagode) che con i loro colori bianchi e dorati contrastano con l’azzurro intenso del cielo.

Tre sono le località che ho toccato, seppur superficialmente, visto che in totale avevo solo 12 giorni: Mandalay, il Lago Inle e Bagan.

Mandalay, antica capitale dei vari regni del Myanmar, è una città ancora a dimensione umana, pur nella sua vastità. Aldilà del centro che risulta interessante per la presenza del Mandalay palace con le sue mura ed il fossato, ogni lato lungo circa due chilometri, e di alcune pagode dove si può toccare con mano la religiosità di questo popolo, ci sono, nelle immediate vicinanze, alcuni luoghi da non perdere: Sagaing con i suoi monasteri, Mingun con le sue pagode delle quali una, incompiuta, sarebbe stata la più grande del mondo e Amarapura, con il suo U-Bein bridge, il ponte in tek più lugo del mondo, da ammirare al tramonto. Ho avuto inoltre la fortuna di entrare in diversi monasteri, sia maschili che femminili e documentare la vita di tutti i giorni dei giovani religiosi.

Il lago Inle è un universo a parte, dove la vita si svolge totalmente sull’acqua e l’acqua rappresenta la vita e la fonte di sostentamento, con la pesca e le coltivazioni fluttuanti di pomodori ed altri ortaggi.

Sicuramente indimenticabili le albe sul lago, e gli scatti dalle palafitte dei pescatori che, seppur divenuti ormai un attrazione turistica, mantengono un fascino indiscutibile, con il loro stile di vogare utilizzando una gamba per sostenere il remo.

Foto di Claudio ToninHo avuto l’opportunità di entrare nelle loro case e bere un the verde, tipica bevanda locale, con i pescatori e le loro famiglie. Indimenticabili i mercati locali, popolati da una variegata umanità, dove la gente offre e compra, in un caleidoscopio di colori, odori e voci.

Bagan è una distesa enorme di templi e stupa, prevalentemente di mattoni rossi locali, che si erge in una prateria verde. Ci sono migliaia di templi di ogni dimensione ed epoca, la maggior parte abbandonati ma molti ancora in uso e ferventi di religiosità. Anche qui le albe sono indimenticabili e fonte di immagini che ti restano nel cuore, così come i giovani monaci all’interno delle pagode mentre pregano e portano offerte al Buddha.

Myanmar, l’ho solo sfiorato e voglio assolutamente tornarci. Troppe sono le cose ed i volti che ancora non ho visto…

Claudio

Foto di Claudio Tonin

 

Claudio Tonin nasce a Venezia nel 1957, e grazie ai propri genitori, amanti dei viaggi, sin da ragazzo ha occasione di girare l’Europa.

foto-profiloA 18 anni scopre la magia della camera oscura e, dal quel momento, inizia il suo amore per la fotografia, in particolare la fotografia di viaggio.

Negli anni visita più volte tutti i Paesi Europei e successivamente, spinto da una costante fame di conoscere ed esplorare, visita diversi altri Paesi extra-europei, tra i più importanti: Stati Uniti, Cuba, Messico, Brasile, Sud Africa, India del Nord, Nord Africa, Tanzania e Kenya, Indonesia e Myanmar.

Da circa due anni ha deciso di crescere qualitativamente nella fotografia, passando ad attrezzature di fascia professionale e dedicando molto tempo all’apprendimento delle tecniche di post-produzione. Il suo genere preferito è la street, in particolare etnica.

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Tutte le immagini dell’articolo sono di Claudio Tonin

Tutti i diritti sono riservati

 

 

 

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