AnorexiaExplosion. Di Paola Mischiatti

Foto di Paola Mischiatti

Il corpo che divora se stesso fino allo sfinimento totale, un’implosione iniziale
che si trasforma in esplosione e, come un animale ferito mortalmente
si morde le proprie ferite tentando di non percepire il dolore,
chi non ha più appetito prende a morsi la vita per non sentirla più scorrere
nelle proprie viscere, nelle vene, nei respiri.

Foto di Paola MischiattiDescrivere l’anoressia è quanto di più difficile ci sia, vien meno uno dei bisogni primari di ogni essere vivente: l’appetito. Si perde quasi ogni desiderio, il cibo diventa un nemico da combattere, l’unico obiettivo rimasto nel cuore e nel cervello è costituito da una trasformazione che assottiglia e fa svanire il corpo, che lo rende invisibile a se stesso,

Questo solo conta, non sentirlo, non vederlo, farlo scomparire ed avvicinarsi alla carne attaccata alle ossa per disintegrare l’ultima baluardo alleato con la sensibilità umana.

Negarsi il dolore attraverso la negazione del corpo, diventare una radiografia vivente di un vuoto che accompagna ogni movimento necessario, fino a fermarsi, ad attendere quell’implosione-esplosione che urla di gioia per aver vinto una fame antica che ha tanti nomi ma, noi umani, prediligiamo “amore” per definirne i connotati.

Ci sono immagini come poesie che parlano di quella frattura tra anima e corpo e come citava Alda Merini:

“la pelle nuda fremente, che di notte raccoglie i sogni, che vive senza emozioni, la pelle che non è profonda, resta soltanto una resa. La resa ad un corpo malato che nella notte sprofonda, un grido disperato a quello che ti circonda. La pelle che fa silenzio, e lievita piano l’ora.”

Foto di Paola MischiattiNon dare mai il tempo di pensare a quelle donne che giurano vendette contro se stesse ed il mondo intero, bisogna spazzare via quelle paure che tolgono il fiato, abbassano la voce.

Donne che esplodono temendo le loro debolezze. Donne ammaccate che non vogliono più saperne di essere amate, hanno perso una battaglia e pensano sia la guerra, pensano di bastare a se stesse, saprebbero amare come nessuna prima di loro, si negano ogni possibilità dopo aver scoperto che il mondo intero le ha tradite, che nulla è più come prima. Bambine violate, abbandonate, picchiate, sterilizzate nel cuore, cresciute in una notte e morte nell’arco di un giorno, soli che tramontano come esplosioni nucleari nelle loro anime, stelle prive di luce, ossa come lische di pesce, che puzzano e si buttano via prima ancora che sia giunto il tempo di andare. Senza appetito, senza specchi, senza carne, ogni dolore è sotto controllo, sembra che tutto abbia finalmente raggiunto la quiete, quella quiete che precede ogni tempesta.

Sfinite, determinate, arrabbiate, donne che si divorano da sole e si privano dei loro caratteri sessuali facendoli scomparire in un brodo primordiale di vomito e di sangue. Urla il corpo, si dimena l’anima, tutto si contorce in questa negazione della vita stessa mentre ancora si respira ed amore non è più, amore e morte sono un sorso d’acqua sputato ed un boccone rigettato, perchè se non si è amati il cibo non è più utile a niente, il cibo è carne putrescente, è abbandono, è morte.

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Foto di Paola Mischiatti

 

” il corpo come veicolo di un emozione, storpiato quasi abbruttito,
ma al servizio di un emozione forte e percepibile.
Questo il mio essere storyteller”.
“Col corpo disegno” la mia esigenza stilistica
Paola Mischiatti classe 1975

 

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Tutti i diritti sono riservati

 

 

2 Comments

  1. Francesco Merenda 20 dicembre 2014 at 13:21 #

    Un lavoro di grande potenza Paola, in cui le immagini esprimono a fondo, senza indulgere alla necessità di descrivere. E per questo capaci di qualche cosa in più, di una riflessione più densa e intima.

    • Paola 20 dicembre 2014 at 21:16 #

      Grazie Francesco, credo che in questi casi “inscenare” l’anoressia con l ausilio di corpi contratti e martoriati sia alquanto difficile..a volte offensivo.Ho cercato di insinuare la gravità del problema insinuando un pensiero..rappresentato nella maniera più concettuale, giusto pe rnn ledere la sensibilità di nessuno.O almeno è questo che vorrei.Acora grazie

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