L’Amore, Basta. Di Tiziana Ruggiero

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Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri
Oscar Wilde

 

Diversità…

Le fotografie che visionerete sono state scattate l’anno scorso quando, dopo aver saputo dell’ennesima aggressione omofoba fatta ad mio caro giovanissimo amico, l’attore e scrittore tarantino Luigi Pignatelli, sentivo rimbombarmi nella testa solo due parole: “L’amore, basta!”.

Dopo un confronto emozionale con Luigi, ho sentito il bisogno quasi fisico di esprimere la mia opinione. Raccontando dell’amore. E di come sarebbe semplice lasciarsi andare ad Esso al di là di qualsiasi diversità.

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E che cosa sarà mai, del resto, la diversità?

Diversa sono io! Che non entro in una taglia 44 da quindici anni. Che adoro portare le scarpe da tennis nelle occasioni importanti. Che zappo la terra su Farmville senza vergognarmene. Che amo in modo morboso la mia famiglia. Che non imbroglio. Che arrossisco. Che non faccio sempre la tinta per nascondere i capelli bianchi. Che puzzo di sudore quando corro. Se corro. Che amo dire parolacce, ma solo quando non c’è nessuno, così mi dò un tono. Sono diversa io perché non mi piace impedire agli altri di essere diversi. Perché sono proprio convinta che la diversità sia colore, cultura, ricchezza, scambio, crescita, necessità e che fa parte della storia di ognuno di noi.

Ma gestire la diversità richiede impegno, coraggio, pazienza, richiede Amore! Amore che regala la gioia della scoperta, l’avventura del viaggio, il rischio del confronto e l’audacia del mettersi in discussione. Bisogna iniziare a considerare la diversità non come un elemento da tollerare, ma come un bene da tutelare!

Chi decide cosa è normale? Chi decide cos’è diverso? Chi è sicuro della propria identità non sente il bisogno di difenderla, non si sente aggredito o minacciato.

Inoltre, la contrapposizione è indice di una sicurezza fondata sul passato, sulla conservazione di un assurdo status quo. Ma non c’è nulla da conservare in un passato che ci racconta solo storie di intolleranza e di violenza.

L’unica cosa da conservare è l’Amore, perché l’Amore, basta!

Così, ho pensato che questo percorso fotografico dovesse chiamarsi “L’Amore, basta!”

Tiziana

 

Foto di Tiziana RuggieroFoto di Tiziana RuggieroFoto di Tiziana RuggieroFoto di Tiziana RuggieroFoto di Tiziana RuggieroFoto di Tiziana RuggieroFoto di Tiziana RuggieroFoto di Tiziana RuggieroFoto di Tiziana RuggieroFoto di Tiziana RuggieroFoto di Tiziana RuggieroFoto di Tiziana Ruggiero

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Una nota sul portfolio dell’Autore (a cura di Paola Palmaroli)

” Cosa è l’amore?” Quante volte abbiamo sentito questa domanda!

E se l’abbiamo udita siamo sicuri che quella sia la domanda giusta? Le domande che hanno l’amore come unico soggetto possono essere giuste o sbagliate? Esiste l’amore e, basta, nulla di più e nulla di meno!

C’è chi non si pone domande perchè di risposte ne ha trovate tante, nella vita quotidiana come nel suo cuore. L’amore quando ha bisogno di essere definito, scolpito, fotografato, narrato e cantato è solo perchè deve essere protetto e custodito, il più delle volte “salvato”!

Quando amore è vero come l’acqua che scorre, quando neppure il fango dei pregiudizi riescono ad insozzarlo od a snaturarlo?

Quando è sufficiente un nome per evocarlo, consonanti e vocali che rimandano al suono di una voce, ad uno sguardo o ad un gesto?

Potrei continuare all’infinito, ponendo domande cui ognuno di voi darà la propria risposta, per spiegare come l’amore basti a se stesso, sempre e solo quando è vero!

Solo allora si è in grado di affrontare anche l’inferno, andata e ritorno, attraverso barriere linguistiche, religiose, geografiche, di genere, ricatti o violenze di ogni tipo, fisiche e/o psicologiche!

Tiziana RuggieroIl genere umano ama suddividere se stesso in tanti compartimenti stagni, sente quasi un bisogno insopprimibile di ritrovarsi in bell’ordine in un cassetto, quello di una memoria collettiva avara di ricordi, ancorata a schemi il più delle volte desueti, prevenuta verso tutto ciò che non è compensibile a prima vista, che fa paura, che rende perplessi tutti coloro che non guardano negli occhi “amore” per quello che è, giudicando per come si mostra, si veste, cresce e si sviluppa, come si racconta attraverso la quotidianità.

Ci sono tanti tipi diversi di pelle, tante razze, tante lingue ed idiomi e, ci sono tanti tipi di amore,questi ultimi però non diversi fra loro come le razze e le culture, come le religioni o le lingue. L’amore non ha un colore della pelle predefinito, non possiede un linguaggio proprio, non ha neppure dei o dee in cui credere, ne regole grammaticali o sintattiche da rispettare. L’amore vero parla una lingua comprensibile a tutto il genere umano, possiede un repertorio di vibrazioni che a nord ed a sud dell’Equatore sono musica, sono il ritmo segreto di ogni sua manifestazione. Chi si innamora non ricorda solo il colore degli occhi ma lo sguardo, non rammenta esclusivamente il tono di voce ma le parole trasmesse, il loro più intimo significato.

Quando “amore” viene violentato, deriso, imprigionato, sbeffeggiato, quando dell’amore viene fatto scempio per imporre schemi precostituiti e regole, gusti e leggi, allora il riflesso che emette è triste e cupo. In quel caso gli specchi vengono coperti come accadeva un tempo in casa allorché moriva qualcuno e gli orologi venivano fermati. Il tempo sospende il suo respiro perché l’universo intero sa quanto sia paradossale proseguire il suo cammino se viene imprigionato “amore”!

Gli uomini e le donne che in quel sentimento si riconoscono e si ritrovano non fanno differenza fra uomini che amano uomini, donne che amano donne, donne che amano uomini, uomini che amano donne. Amore non sottrae nulla a se stesso se è vero e sincero, non divide ne separa in se stesso il senso dei sentimenti provati da quelli vissuti, anzi aggiunge e moltiplica le infinite variazioni sul tema. Amore è musica, è un ritmo, quello del battito del cuore.

Avete mai ascoltato il suono di un cuore che pulsa? Lo si può udire durante un ecocardiografia, una pulsazione che emoziona, che nel feto materno è velocissima, negli adulti più lenta.

Sia nei bambini che negli adulti il battito del cuore ha un bisogno insopprimibile di sangue e di ossigeno, di quella corrente invisibile che scorre nelle nostre vene e nelle arterie, che è vita, che accellera quando amore si fa sentire, quando parla, ribollendo di energia e di calore.

Se quel cuore che abbiamo eletto a simbolo dei sentimenti umani batte uguale in tutti i corpi ed in tutti gli esseri umani di ogni genere e razza, allora esiste solo “amore”………..e basta!

PP

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One Comment

  1. maurizio valoppi 5 giugno 2014 at 16:54 #

    Una serie di foto che potrebbero essere usate in una campagna di sensibilizzazione…
    Forti, dure, a volte choccanti, ma al tempo stesso piene di amore, appunto!
    Raccontare disagi e soprusi non è mai facile perchè si rischia di cadere nella retorica, ma queste immagini, permettimi Tiziana, sono dure e tenere allo stesso tempo, racchiudono in sé disperazione, ma anche leggerezza e purezza, come deve essere ogni amore vissuto davvero fino in fondo.
    Faccio mia la tua opinione quasi fisica… le tue immagini hanno colto nel segno!
    maurizio

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