L’Appassionata Umanità Di Gavino Idili

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Passaggi di un’umanità che vive di tratti forti, nella visione di un autore che si racconta attraverso immagini intense, in cui reale e interpretato si sovrappongono rincorrendosi, affinchè l’immaginazione possa volare totalmente libera.

 

Confusa, Appassionata, Meravigliosa Umanità

Immagini, di Gavino Idili

 

Mi è stato chiesto di accompagnare con alcune parole questi scatti e sinceramente incontro qualche difficoltà nel farlo. Vivo sempre delle perplessità nel parlare di me o delle fotografie che pubblico. Forse manco della capacità di trascrivere in parole le sensazioni dell’istante che ha preceduto ciascuno di questi scatti in cui si concretizza una situazione emotiva talmente forte da escludere quanto d’intorno. Lo scambio tra oggetto e anima, avviene silenzioso (Giacomelli) e, come per un qualcosa che esula dalla nostra volontà, s’immobilizza il tempo, si porta il mirino all’occhio e si scatta, accompagnati dal ritmo accelerato del cuore, nel timore che quanto abbiamo visto e sentito attraverso la mente e sino ad arrivare al cuore, si dissolva andando perso per sempre.

21 Without-pastNella serie “Confusa, appassionata, meravigliosa umanità” ho tentato di raccontare in minima parte quell’umanitario che ci circonda, troppo spesso ignorato, causa l’eterna fretta del nostro vivere, condita dai molti problemi in cui ci dibattiamo. Mettendo da parte il nostro ego, prendendoci da esso una vacanza per qualche momento e dedicando più attenzione intorno, ci ritroviamo immersi in un caleidoscopio di emozioni dove si alternano in una giostra infinita, gioia e rabbia, dolore e tristezza, malinconia e abbandono, disperazione e felicità. Sono emozioni che fanno vibrare, ci trascinano rendendoci partecipi perchè preziose, perchè il loro insieme forma la vita e come tale, valgono la pena di essere raccontate. Ecco, allora, una serie di ritratti, di personaggi uno diverso dall’altro, ciascuno rubato alla sua realtà e contemporaneamente proprietario di una propria emozione. Questi personaggi, oggi si alternano sul mio monitor e non sono più degli sconosciuti scovati chissà dove ma hanno assunto qualcosa di familiare e a tal proposito mi ritorna in mente una frase di Giuseppe Tornatore, una frase che ho vissuto intimamente più di quanto mi aspettassi: ” Se fotografi uno sconosciuto, nell’istante stesso in cui fai scattare l’otturatore, quella persona smette di esserti estranea, perchè la porterai sempre con te” Per concludere, amo ribadire che non è importante quello che in qualche modo esprimo con le mie fotografie, ma è certamente più importante ciò che di vostro vi troverete. Un sincero grazie alla “Gabbia Armonica” per avermi ospitato in queste pagine. 

 

 

Ancora una emozioneI meet finalThe consumed lovePer amore, solo per amoreWithout-leaving-traceIllusions lost along the wayLooking back-Start-again-The closed door

 

Una nota sul portfolio dell’Autore (a cura di Marco Fetch Lano)

La passione comune per la musica mi ha portato a conoscere Gavino Idili diversi anni fa. Musica – Fotografia è un’associazione tutt’altro che rara e sono certo che molti dei lettori, o meglio, degli “amici” di Gabbia Armonica sono anche appassionati musicali o addirittura (come il sottoscritto) si dilettano a suonare uno strumento.

Gavino è una persona scrupolosa e paziente (per fare da fonico ad un batterista lo devi essere per forza!), passionale e appassionata. Le sue immagini così pervasive sono certamente frutto di una sensibilità molto raffinata ed al contempo di tanta ricerca; introspettiva prima di tutto.

Gavino IdiliMi ritrovo con piacere a recensire il suo progetto fotografico intitolato “Confusa, appassionata, meravigliosa umanità”, una serie di immagini che accompagnano il lettore nella (ri)scoperta delle emozioni più semplici e immediatamente comprensibili, senza l’ambiguità espressiva che molte volte è un vezzo raffinato ma in questo caso risulterebbe fine a se stesso.

Il lessico fotografico di Gavino Idili è molto interessante ed al contempo originale. Osservare la sua serie in modo veloce e superficiale (come troppo spesso accade sul “media” internettiano) non permetterebbe di cogliere ed apprezzare la scelta coraggiosa di Gavino Idili di delegare l’uniformità espressiva tipica della “serie-progetto”, e viceversa di accompagnare l’osservatore a comprendere in modo più pacato e approfondito il filo narrativo che lega ognuna delle immagini rappresentate.

Tornando per un momento nell’ambito musicale, il Progetto di Gavino Idili è paragonabile ad un “concept-album” prog, ove regna la creatività e soprattutto la libertà espressiva, ove l’assolo di chitarra elettrica sfocia in un “bridge” eseguito col flauto per poi riprendere con il mitico “moog” su un groove ritmico dispari!

Sotto questo approccio di lettura, ossia uscendo dagli schemi classici ed accogliendone il valore narrativo di ogni immagine, il Progetto di Gavino si “apre” nella sua comunicatività; si comprendono e condividono quindi le scelte espressive (luce, viraggio, contrasto, vignettatura) e quelle scenografiche, alcune delle quali piacevolmente dotate di un’intensa teatralità.

La postura dei soggetti, la costante presenza delle mani e la valorizzazione della loro gestualità. Gli occhi quasi mai rivolti verso la fotocamera ma colti in una naturale “ricerca” di un elemento da osservare, a volte un vero appiglio cui aggrapparsi o immersi nella riflessione più profonda.

Per concludere, la serie “Confusa, appassionata, meravigliosa umanità” ci permette (una volta individuata la giusta chiave di lettura) di arricchirci emozionalmente scoprendo ed apprezzando lo stile originale dell’Autore e ci svela tutta “l’intensità” emotiva che ha profuso Gavino Idili nel realizzare queste “pose”, con una presenza silenziosa …. quasi come quell’ombra riflessa che si allontana “without-leaving-trace”.

 

La Gabbia Armonica ringrazia Gavino Idili ed accoglie il suo contributo artistico.

Marco “Fetch” Lano

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16 Comments

  1. Francesco Merenda 19 gennaio 2014 at 15:33 #

    Complimenti Gavino.
    In questo genere di racconto, riuscire a tradurre un’essenza, un’anima, da quanto viene ripreso, è la vera differenza, l’elemento che fa di una fotografia una grande immagine. E in questo, indubbiamente tu hai sensibilità e arte che immediatamente si percepiscono e raccolgono.
    Davvero un lavoro di rilievo, carissimo!

    • Gavino Idili 19 gennaio 2014 at 19:32 #

      Caro Francesco, tra le mani non ho altro e mi rendo conto che solo un grazie risulta riduttivo. Grazie per le parole e grazie per la fiducia concessami. Non ha prezzo.

  2. Lillo Bonadonna 19 gennaio 2014 at 16:27 #

    Gavino queste immagini che sto gustando con grande piacere, trasmettono una grande sensibilità che non tutti hanno. La tua capacità di fare arrivare a noi quelle emozioni che solo i grandi fotografi riescono a dare e tu lo sei… Complimenti sinceri

    • Gavino Idili 19 gennaio 2014 at 19:25 #

      Grazie Lillo per le tue parole. Il fatto che siano dette da un grande fotografo e da una splendida persona, fanno doppiamente piacere.

  3. Paola Palmaroli 19 gennaio 2014 at 17:26 #

    Saper aspettare, attendere un’espressione spontanea, osservare chi incontriamo quotidianamente e guardarli con attenzione per scorgere e vedere quello che sono e sentono in quel preciso istante in cui si registra con uno scatto la loro lettura. La pazienza è in questo caso il valore aggiunto di queste immagini che insieme alla curiosità ed alla delicatezza dello scorgere mille frammenti di se stessi in quei volti, in quei muscoli facciali che contraendosi illuminano un volto, lo dipingono di umori e di sensazioni con i pennelli dell’anima, traducono gli sguardi in particelle di se e di mondo. Osservandole una ad una e nell’insieme la stessa sensazione coglie disarmando: il dubbio che siamo noi, che sono loro, che essere significa anche questo, specchiarsi in un gesto, tradursi in un’occhiata, leggersi in una postura del corpo, sentirsi appartenendo per un istante al sentire comune che ci si scambia incontrandosi. Fotografare e ritrarre in particolare implica un dono di se che in queste immagini è straordinario, un aprirsi agli altri che “premia” innanzitutto il linguaggio fotografico usato e poi chiunque sappia soffermarsi sprofondando dentro di esso come accade raramente perfino con noi stessi! Dire che sono bellissime mi sembra perfino riduttivo, sono ritratti veri e la verità in questo modo è bellezza, è vita! Grazie per questo dono di enorme valore che ci hai fatto inducendo a guardare d’ora in avanti in modo diverso chi incontreremo, con o senza una macchina fotografica in mano, useremo quella del cervello per vedere chi siamo, chi sono gli altri, con maggiore attenzione e cura, con quell’empatia essenziale per fendere la superficie del visibile! Un saluto!

    • Gavino Idili 19 gennaio 2014 at 19:40 #

      Paola, rendo grazie a questa occasione per avermi permesso di fare la tua conoscenza che trovo gratificante. Con le parole hai dato vita ad emozioni, sentimenti e sensazioni che aleggiano dietro ad uno scatto. Una grande sensibilità.Grazie, Paola.

  4. Paolo Albertini 19 gennaio 2014 at 19:09 #

    Grande personaggio, Gavino, sin dai primi momenti che sono succeduti al suo “atterraggio” sul pianeta Gabbia Armonica. Schivo nell’offrire le sue opere (perché di questo si tratta) allo sguardo dei lettori, dotato di una capacità non comune di sapersi relazionare positivamente con chiunque condivida questa nostra passione, Gavino si racconta in modo perfetto attraverso questo “puzzle” di esistenze tanto diverse quanto legate tutte insieme dallo stesso comune denominatore: quel fantastico miracolo rappresentato dalla vita umana, così complesso da risultare talvolta difficilmente comprensibile anche a coloro che pure lo interpretano ogni giorno. Una grande tecnica, imprescindibile, si unisce alle profonde emozioni del suo racconto per farne un’unica, grande esperienza visiva, della quale gli sono personalmente molto grato.

    • Gavino Idili 19 gennaio 2014 at 20:34 #

      Caro Paolo, nel mio “atterraggio sul pianeta Gabbia Armonica” conoscerti ha rappresentato un vero piacere oltre che un valore aggiunto a titolo personale.
      Un grazie per le parole e per la tua grande capacità di analisi nel riuscire a vagliare in profondità e con grande lucidità i lavori proposti.
      Ribadisco la mia gratitudine nei tuoi confronti per la grande passione e per l’impegno che prodighi in queste pagine. Una luce a cui fare riferimento.

  5. Gavino Idili 19 gennaio 2014 at 19:23 #

    Onorato, felice, orgoglioso, piacevolmente colpito e discretamente confuso sono alcune delle emozioni che mi stanno rendendo impegnativa dare una risposta a tutti voi, amici de ” La Gabbia Armonica”. Ciascuno meriterebbe un grazie perticolare, tratteggiato, tagliato su misura.
    Innanzi tutto un profondo grazie all’amico Marco per la sua bellissima nota. Le nostre strade seguitano ad incrociarsi per via delle comuni passioni e, a distanza di tempo cresce la stima nei suoi riguardi come batterista ovviamente (un talento naturale), ma anche come fotografo e principalmente ed anche ciò che mi sta più a cuore, come persona.
    Un grazie a Francesco Merenda in cui ho incontrato una delle persone più umane ed altruiste degli ultimi anni. Mi reputo fortunato nell’aver avuto possibilità di conoscerlo.
    Un grazie intenso e proporzionale alle sue meravigliose parole per Paola che incontro con piacere in questa occasione ma già sufficiente per considerarla una persona che vive profondamente l’emozioni.
    Un grazie sincero lo rivolgo alla “Gabbia Armonica” in quanto contenitore di persone, Esse hanno dato vita
    a pagine capaci di rallentare il tempo e far si che la fotografia in generale sia posta al centro, con i suoi ritmi e le sue emozioni andando controcorrente rispetto a quanto oggi ci offre il web.
    Grazie a tutti per avermi ospitato nel vostro spazio.

    • Francesco Merenda 19 gennaio 2014 at 22:00 #

      Carissimo Gavino, solo una considerazione, breve breve….
      Un intervento, questo, tuo, che da solo ci dice che la Gabbia… valeva la pena di edificarla!

      Un abbraccio
      F

  6. roberto 20 gennaio 2014 at 20:25 #

    ….definirle immagini è assolutamente riduttivo. Queste foto sono, ciascuna per suo conto, dei racconti, delle storie di vita, sensibilmente tradotte in un linguaggio visivo che ci parla di persone, di esseri simili a noi e che molto spesso noi non vediamo, così presi dalla nostra esistenza e dal nostro egoismo. I cosiddetti “altri” sono delle identità inconsistenti e talmente lontane da noi, così lontane, da non essere percepite, quasi fossero fantasmi che popolano un mondo diverso dal nostro, impersonale e privo di emozioni, con cui spesso abbiamo paura a rapportarci e timore di affrontare, con quel briciolo di coscienza che ancora sopravvive in noi. Le tue foto danno un volto, un corpo, ma soprattutto un’anima a questi fantasmi che, forse, anzi probabilmente, sono migliori di noi e ci possono insegnare qualcosa di bello e di positivo, con le loro esperienze di vita, coi loro pensieri, coi loro sogni, rendendoli così, vivi e vicino a noi, aiutandoci a riscoprire la nostra sopita ed obliata umanità. Ci aiutano a non essere noi stessi, fantasmi per gli altri. Grazie per averci fatto partecipi di questo tuo sensibile e splendido lavoro.

    • Gavino Idili 27 gennaio 2014 at 23:42 #

      Innanzitutto caro Roberto perdona il ritardo ma ho letto solo questa sera. Devo dirti che sono rimasto assai impressionato da quanto hai scritto. Un tuo passaggio mi è rimasto molto impresso “…così lontane, da non essere percepite…”. Credo che con queste parole tu sia riuscito a sintetizzare meglio di quanto io sia stato capace, il lavoro che ho proposto. Hai messo sooto la lente una delle nostre odierne maggiori piaghe…l’indifferenza!
      Ti son debitore per come sia riuscito a penetrare nel carattere e nelle motivazioni dei ritratti pubblicati.
      Un sincero grazie, Roberto.

  7. Francesco lorusso 21 gennaio 2014 at 22:57 #

    Ciao Gavino arrivo in ritardo solo per quanto riguarda i commenti.Avevo visto tutti i tuoi lavori e mi piace pensare ad un lavoro fatto in tempi lunghi,non so è una sensazione.In un’epoca che tritura tutto prendersi del tempo è qualità rara.Ecco a parte il valore delle foto di cui molto è stato detto ,mi piace pensare questo.Per me è tanta roba.A presto Francesco Fraliga Lorusso

    • Gavino Idili 27 gennaio 2014 at 23:51 #

      Caro Francesco, il tuo può essere un ritardo veniale al cospetto del mio abbissale nel risponderti. Ti chiedo umilmente scusa.
      Credo che la tua esperienza ti sia stata d’aiuto nel comprendere che questi lavori siano stati realizzati in tempi assai lunghi. Non amo mettermi delle scadenze ed attendo l’occasione propizia, quando si presenta, per alimentare cartelle o gallerie tematiche che lentamente nel tempo, vanno popolandosi di quei “momenti” che toccandomi, li ho accolti per portarli con me in questo lungo viaggio.
      Infinitamente grazie, Francesco.

  8. Giuseppe Basile 22 gennaio 2014 at 01:17 #

    Una serie ricca di sensibilitá, Gavino…..é stato davvero emozionante osservare lentamente una ad una le immagini che ci presenti.Grazie.

    • Gavino Idili 27 gennaio 2014 at 23:56 #

      Carissimo Giuseppe, anche con te sono d’obbligo le scuse per il mio enorme ritardo nel risponderti.
      Ti ringrazio in modo particolare per le splendide parole che hai scritto. Sapere dìessere riuscito nell’intento di trasmettere emozioni, mi rende realmente felice.
      Ancora un grazie e a presto.

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