Il Mondo In Un Sorriso. Di Roberto Burchi

Foto di Roberto Burchi

Il sorriso, come espressione di un sentimento capace di abbattere ogni muro, ogni possibile barriera. Il sorriso, come alibi per esortarci al viaggio, all’esperienza che apre e rende ineludibilmente più ricca e viva la nostra mente.

 

“Sorrisi Dal Mondo”

Un viaggio tra le immagini di Roberto Burchi

 

La mia breve “raccolta” di fotografie ha come soggetto “Il Sorriso”. Il Sorriso, inteso come una espressione universale dell’uomo, che prescinde, forse una delle poche cose, da una qualsivoglia discriminazione, sia essa razziale, religiosa, sociale politica…..e chi più ne ha, più ne metta!

sorrisi dal mondo 17aAvendo avuto l’opportunità, ed io aggiungo la fortuna, di viaggiare in paesi molto “distanti” da noi, non solo geograficamente parlando, ma anche e soprattutto distanti per cultura, realtà sociali ed aspettative di vita, ho constatato, di persona, che “il “sorriso” era, per questa gente, un bene prezioso, una risposta positiva alle loro condizioni di vita, spesso al limite della sopravvivenza, quella quotidiana, quella vera, quella per cui, drammaticamente, un individuo, in particolar modo un bambino, non ha e non potrà mai avere la certezza di sopravvivere anche il giorno seguente. Il Sorriso è la più alta e positiva espressione della nostra condizione umana, una delle poche che mostra agli altri nostri simili la gioia, la felicità, l’ottimismo, in definitiva, la nostra consapevolezza di rappresentare una “unicità” che niente e nessuno potrà mai toglierci, oscurare sì, ma toglierci mai!

Ed è questa l’unica e sola ragione per cui vorrei condividere con La Gabbia Armonica, che me ne ha dato, con grande mia soddisfazione, l’opportunità di farlo, questa “miniserie” di “Sorrisi dal Mondo”, alcuni appariscenti, altri molto velati, che rispecchiano, comunque, in modo diretto, semplice e profondo quello che ho scritto nella mia modesta “prefazione”.

 

 

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Una nota sul portfolio dell’Autore (a cura di Francesco Merenda)

“lo preferisco lo scetticismo cosmopolita di Montaigne. Per lui il viaggio era -un utile esercizio; la mente è stimolata di continuo dall’osservazione di cose nuove e sconosciute… Nessuna proposizione mi stupisce, nessuna credenza mi offende, per quanto contraria alle mie… I selvaggi che arrostiscono e mangiano i corpi dei loro morti mi scandalizzano meno di coloro che perseguitano i vivi- L’abitudine, egli dice, e la fissitè degli atteggiamenti mentali ottundono i sensi e nascondono la vera natura delle cose. L’uomo è naturalmente curioso…

-Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini- dice Ibn Battuta, l’infaticabile girovago arabo che andò da Tangeri alla Cina e ritorno per il gusto di viaggiare. Ma il viaggio non soltanto allarga la mente: le da forma. Le nostre prime esplorazioni sono la materia prima della nostra intelligenza.”

Roberto BurchiQueste parole sono di Bruce Chatwin, da “Anatomia dell’irrequietezza”. Nessuno forse, oltre all’autore di “In Patagonia”, poteva essere scelto e citato con maggiore puntualità, per aprire il commento a un lavoro che, prima ancora del parlarci di fotografia, ci narra del viaggio, della sua esperienza come fatto in se.

Quell’allargarsi della mente, quel trarre un nutrimento capace di darle forma a cui fa riferimento Charwin, è probabilmente il vero dono che nel viaggio è insito, e che chiunque ha viaggiato, magari fuori dagli schemi di un attuale e comodo “all inclusive”, non può non aver lasciato scorrere piacevolmente dentro di se, impregnandosene e arricchendosi, poco o tanto…

Conoscere e capire l’altro, tanto più egli è diverso e lontano, è fondamentale per essere veramente figli di questo mondo di cui tutti siamo parte. E’ probabilmente l’unica vera via per comprendere quanto ogni abitudine, consuetudine, usanza, a partire dalle nostre ovviamente, sia quasi sempre convenzione, e assai di rado verità assoluta.

E quel che bene interpreta, qui, Roberto, è proprio questo aspetto, che, attraverso la magia semplice del sorriso, si disvela con chiarezza a colui che ha occhi per vedere e un cuore per sentire. Molto spesso la mia esperienza mi ha portato a sorridere di chi vedeva in certe situazioni solo il disagio o la povertà… Certamente, accettando come ovvio che un certo modello di vita sia lo standard su cui tarare le relazioni, questo può spesso apparire assolutamente vero. Ma seguendo quel percorso di liberazione della nostra mente, indicato in qualche modo dalle parole dello scrittore in prefazione, non è difficile rendersi conto che la cifra vera che caratterizza molte donne e uomini nel mondo sia altra, e che molto spesso quel disagio o povertà che ci par di cogliere, tutt’altra cosa sono nel cuore e nell’animo di chi abbiamo di fronte a noi…

Per tutto questo, pensando a questo, un plauso a Roberto, che il mondo ha cercato di raccoglierlo e raccontarlo, in questo lavoro, attraverso quanto di più efficace possa esistere, per liberarsi da certi stereotipi o paure, per accostarsi a quel che ci appare lontano con sentimento aperto e positivo: la bellezza di un sorriso.

F.M.

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14 Comments

  1. Francesco Merenda 22 gennaio 2014 at 00:46 #

    Da aggiungere, Roberto, soltanto un grazie, per aver condiviso con noi questo tuo splendido lavoro!

    Un abbraccio

  2. Giuseppe Basile 22 gennaio 2014 at 01:12 #

    Splendidi i sorrisi che ci regali,Roberto.

    • roberto burchi 23 gennaio 2014 at 12:14 #

      Grazie di cuore Paolo, per le tue bellissime e gratificanti parole, a me particolarmente care!

  3. Paolo Albertini 22 gennaio 2014 at 01:20 #

    Sorrisi dal mondo… gesti che non costano apparentemente nulla, eppure hanno un simbolico valore inestimabile per coloro che li donano (e che spesso ben poco altro possiedono) e per coloro, come noi, che li ricevono in un periodo in cui sono purtroppo diventati bene raro e prezioso.

    Ecco che la freschezza di questi volti, al di sopra di ogni età o luogo della terra, rivela tutta la sensibilità degli animi a cui essi appartengono, e quella dello straordinario Autore che ce li propone. Roberto Burchi si rivela attraverso queste immagini per quella persona umanamente eccezionale che tutti abbiamo avuto la fortuna di conoscere, in modo diretto o virtuale, capace di stabilire un straordinario rapporto con ogni interlocutore.

    Una dote rara e preziosa, proprio come i suoi sorrisi, che arrivano ad illuminare le pagine della Gabbia Armonica da tutti gli angoli del mondo. Di questo lavoro, della sua grande sensibilità e della sua grande passione per la fotografia, gli siamo certamente molto grati.

    • roberto burchi 23 gennaio 2014 at 12:16 #

      Ciao Dani, ricambio con affetto il tuo abbraccio, ringraziandoti per aermi fatto conoscere “La Gabbia Armonica”!

  4. Daniela 22 gennaio 2014 at 10:48 #

    Meravigliosa unione d’immagini, testo e musica…un piccolo capolavoro di cui andare davvero orgogliosi.
    Un forte abbraccio ed un sorriso ad entrambe.

    Daniela (FuRminella 😉 )

  5. laura 22 gennaio 2014 at 13:44 #

    Immagini bellissime e bellissime parole ad acompagnarle.
    Complimenti!
    Laura

  6. Francesco lorusso 22 gennaio 2014 at 16:03 #

    Roberto un grande grazie per aver condiviso questo lavoro con noi.Non avevo dubbi sulla tua versatilità,e se mai ce ne fossero stati questo lavoro cancella tutto.Grandissimo.Ciao
    Francesco Fraliga Lorusso

    • roberto burchi 23 gennaio 2014 at 12:20 #

      Ciao Francesco, per me è stato un significativo “banco di prova” in questo splendido Gruppo, nel quale ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere, seppur virtualmente, bravi fotografi e soprattutto belle persone!! Grazie di cuore anche a te!

  7. Luca Farci 25 gennaio 2014 at 20:51 #

    Mi unisco ai precedenti apprezzamenti.
    Per quanto si possa produrre immagini sofisticate, veramente poco riesce ad appassionare, emozionare, spingere a riflettere quanto un sorriso su di un volto. Ciò vale tanto più quanto il viso sorridente è alieno alla nostra coltura e risulta esotico.
    Hai detto grandi verità. I loro sorrisi spesso mostrano quanto poco sia sufficiente per sorridere quando non si possiede nell’altro che se stessi…e di solito chi non sorride mai è altrettanto sovente qualcuno che ha perso se stesso o è troppo intento a curarsi di affari lontani dalla propria anima…
    complimenti per la serie e per le riflessioni…

    • robertoburchi 7 gennaio 2015 at 16:38 #

      Mi scuso davvero con sincero rincrescimento per non aver letto il tuo bel commento. Personami, lo faccio adesso e ti ringrazio con sincera gratitudine, caro Luca!

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