Inside Life. Di Lillo Bonadonna

 

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Un autore, nella Gabbia Armonica, che abbiamo ammirato a lungo per la sua qualità comunicativa, nell’arte del ritratto. Autore che oggi incontriamo in una veste diversa. Che scende in strada per raccontare la vita. E che attingendo ancora e ancor più alle sue sensibilità, la riporta in un quadro vivo, che non descrive i fatti, ma ne diventa loro essenza.

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Tra la strada e la vita

Foto di Lillo BonadonnaImmagini, di Lillo Bonadonna

 

Credo che il il reportage sia un tipo di fotografia assai complessa.

Il racconto e la sensibilità di ritrarre persone o situazioni o condizioni di vita è base fondamentale di questo genere fotografico.

Oggi probabilmente si tende a voler “amplificare” le situazioni che colte nelle strade in cui si vive, mi pare questa sia un po’ l’attuale tendenza della cosiddetta “Street photography”.

Io penso invece che sia molto più importante cercare d’avere un contatto diretto a livello umano, entrare nella sensibilità delle persone che vengono ritratte, ascoltando le loro storie, le loro vicissitudini (sperando di riuscirci..) solo in questo modo si potrà pensare di cogliere – a mio avviso – la loro Anima.

 Lillo Bonadonna

 

Foto di Lillo BonadonnaFoto di Lillo BonadonnaFoto di Lillo BonadonnaFoto di Lillo BonadonnaFoto di Lillo BonadonnaFoto di Lillo BonadonnaFoto di Lillo BonadonnaFoto di Lillo BonadonnaFoto di Lillo Bonadonna

 

Una nota sul portfolio dell’Autore (a cura di Francesco Lorusso)

Come sovente accade quando si tenta di inglobare in un solo termine un fenomeno complesso come la Fotografia, anche la definizione di “Reportage” finisce col diventare un contenitore che può avere sfaccettature molteplici e poliedriche. Certamente la memoria di chi fruisce immagini per passione, diletto o professione, corre subito alla fotografia di guerra, impostasi all’inizio del ‘900 quando fotografi che poi hanno fatto la storia di quest’Arte raccontavano con immagini folgoranti le mille facce dei conflitti che infuocavano il globo. La connotazione sociale, quindi, è da subito elemento fortemente caratterizzante di questo genere fotografico e, se da un lato ciò apre la strada alla fortissima emotività suscitata da questo tipo di immagini, dall’altro rappresenta una delle difficoltà maggiori di chi si accinge a voler realizzare questo tipo di fotografia. Lillo BonadonnaCome lo stesso Lillo Bonadonna infatti dichiara nella sua introduzione, il reportage è difficile, e lo è non solo per la necessaria abilità di catturare il momento giusto (nella accezione Bressoniana potremmo dire) ma anche e soprattutto per la imprescindibile sensibilità richiesta al fotografo. Sensibilità verso ciò che lo circonda, in termini di scenografie, ma soprattutto in termini di empatia con i soggetti. La forza degli scatti di Lillo Bonadonna, che qui possiamo solo in parte ammirare, è sicuramente data dalla alchimia di questi due fattori. Da un lato la sua indubbia capacità tecnica, quella che gli fa cogliere la luce giusta, quella che nell’istante non ripetibile offerto da questo genere di foto lo porta ad incastonare i soggetti in scenografie che splendidamente supportano l’emotività di chi è ritratto. Dall’altro la sua capacità di entrare nell’anima del momento, delle persone e restituirla con una luce che sempre irradia visibilmente dai suoi soggetti. Le immagini di Lillo non raccontano solo (splendidi) momenti di quotidianità in maniera acuta e sensibile, trasmettono anche con eleganza discreta il riverbero del fotografo su quanto è fotografato. È tangibile infatti quanto Lillo sia in sintonia con l’ambiente, quanto ogni mattone, finestra, strada facciano parte del suo DNA e con istinto ragionato si prestino a creare la perfetta cornice delle sue narrazioni, ma tale sintonia è soprattutto palpabile nei volti, negli occhi dei suoi soggetti, anche quando sono chiusi. Perchè ulteriore elemento dei racconti di Lillo Bonadonna, oltre alla volontà di raccontare con sguardo nobile ma deciso ciò che lo circonda (ed in questo, anche per ragioni geografiche, la memoria corre alla produzione di Scianna) è un concreto rispetto nel senso più profondo del termine verso chi è toccato dal suo obiettivo. C’è sempre una profonda carica emotiva nei suoi soggetti, non si può fare a meno di restare coinvolti dalle immagini che Lillo coglie in strada, e questo è possibile solo grazie ad un approccio che lo conduce ad individuare le corde più interne di chi è ritratto, a toccarle senza intimorirlo, anzi coinvolgendolo in qualcosa che visibilmente non è una “posa fotografica” ma rappresentazione dell’essenza dei suoi soggetti. Vi invito quindi a immergervi in queste immagini, a respirare gli odori e le suggestioni a volte controverse, ma mai ostentate o estremizzate, attraverso le persone, gli occhi e le loro anime “nel momento” raccontate dalle splendide istantanee di Lillo Bonadonna.

Francesco Lorusso

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18 Comments

  1. Francesco Merenda 30 dicembre 2013 at 16:04 #

    I miei complimenti, mio caro Lillo, per un lavoro che sa raccontare tutta la tua sensibilità fotografica.
    In cui la qualità tecnica che ti appartiene è al servizio, con un risultato davvero di spessore, di una forza comunicativa densa e trascinante.

    • Lillo Bonadonna 30 dicembre 2013 at 23:36 #

      Ti rinnovo i ringraziamenti Francesco per il tuo dire che a me fa un grandissimo piacere… spero sempre di riuscire nell’intendo di comunicare qualcosa…

  2. Francesco lorusso 30 dicembre 2013 at 16:06 #

    Grande Lillo ci sono alcuni scatti che valgono il prezzo del biglietto.Benvenuto in questa gabbia…..Ciao Francesco

    • Lillo Bonadonna 30 dicembre 2013 at 23:39 #

      Ciao Francesco e io in questa gabbia ci voglio rimanere con grande piacere… ( se pur di spirito libero) 🙂 un abbraccio

  3. Daniela 30 dicembre 2013 at 16:16 #

    Condivido appieno le parole di Francesco (Lorusso). Welcome Lillo!

    • Lillo Bonadonna 7 gennaio 2014 at 20:57 #

      Daniela sono sempre onorate delle tue parole che apprezzo davvero… grazie di cuore

  4. Paolo Albertini 30 dicembre 2013 at 19:00 #

    Un lavoro che merita di essere osservato in religioso silenzio, proprio per cogliere quella indescrivibile magia che sottolinea il rapporto tra soggetto e fotografo, quell’equilibrio formale che non è fine a se stesso ma traccia superficiale del rispetto verso ciò che si vuole ritrarre, entrando a far parte della scena con i propri sentimenti. Questo lavoro, caro Lillo, arricchisce con la sua presenza e capacità spontanea di comunicare il poliedrico contenitore della Gabbia Armonica, riportandoci ai valori più semplici e fondamentali dell’essere fotografo oggi.

    • Lillo Bonadonna 30 dicembre 2013 at 23:43 #

      Paolo carissimo la Gabbia si arricchisce… ma si arricchisce anche chi ne fa parte come me, che mi regala una esperienza unica alquanto importante per la mia crescita… a presto. Lillo

  5. Giuseppe Basile 30 dicembre 2013 at 19:11 #

    Lillo 🙂

    • Lillo Bonadonna 30 dicembre 2013 at 23:44 #

      Ciao Giuseppe felice di sentirti veramente amico!!! 🙂

  6. Michele Ciriali 4 gennaio 2014 at 20:41 #

    Un’ottima presentazione caratterizzata da vivi, genuini ed autentici scatti che valorizza il lavoro di un’eccellente fotografo. Complimenti Lillo!

    • Lillo Bonadonna 7 gennaio 2014 at 20:56 #

      Miche ti ringrazio infinitamente per il tuo apprezzamento su queste e altre foto grazie…

  7. Claudio Casagrande 24 febbraio 2014 at 15:58 #

    Cosa dire se non che, in questo tuo lavoro non si vedono solo immagini, scatti, ritratti, ma anche l’anima e l’esplosione delle emozioni dei soggetti immortalati da Lillo…lavoro veramente potente, complimenti…:)

    • Lillo Bonadonna 16 novembre 2014 at 16:05 #

      ti ringrazio molto Claudio anche se troppo in ritardo apprezzo moltissimo le tue parole. un abbraccio!!!

  8. zri 16 novembre 2014 at 15:22 #

    !!!

  9. Marco Romualdi 16 novembre 2014 at 15:38 #

    Grande famiglia quella dei siciliani reportagisti…è come se nel DNA dei fotografi siciliani il reportage fosse intrinseco alla catena genetica…
    Bella selezione di B&W con tanto da raccontare…
    Complimenti…

    • Lillo Bonadonna 16 novembre 2014 at 16:08 #

      Marco rimango estasiato dalle tue parole che forse non merito… ti ringrazio veramente tanto e spero sempre nel mio piccolo di comunicare qualcosa!!! un abbraccio 🙂

  10. Lillo Bonadonna 16 novembre 2014 at 16:06 #

    Grazie tante Zri un saluto!!!

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